La luce diventa materia attiva
In alcune opere la luce artificiale LED non è un faretto esterno né un’aggiunta decorativa. Entra nella costruzione fisica e rivela margini, cavità e intervalli altrimenti latenti.
Nascono così due stati collegati: un rilievo modellato dalla luce naturale e una presenza luminosa che emerge di sera. L’opera resta ferma, ma la percezione cambia con l’illuminazione e il punto di vista.
Un nuovo passaggio nella ricerca su cinetica, spazio, luce e materia
La luce integrata estende la ricerca oltre la superficie. Colore, profondità e ombra interagiscono con un elemento immateriale, creando un movimento percettivo senza meccanismi.
Il LED appartiene alla composizione: l’opera, unica e realizzata a mano, mantiene la propria identità sia accesa sia spenta.
Alimentazione e integrazione architettonica
Le opere luminose possono essere alimentate con batterie AAA e controllate mediante un interruttore di accensione e spegnimento, evitando cavi visibili negli interni esistenti.
Nei progetti in cui i cavi possono passare dietro l’opera, il sistema LED può essere predisposto per il collegamento all’impianto elettrico dell’edificio. Il collegamento finale deve essere coordinato con il team e realizzato da un professionista qualificato.




